Transizione 5.0: 1,5 miliardi ripristinati e crediti d’imposta fino al 100%
- 15 Aprile 2026
- Posted by: Network Resolution
- Categoria: News
Il Governo rilancia il piano e rassicura le imprese
Il Governo ha annunciato il ripristino e il potenziamento delle risorse destinate al piano Transizione 5.0, portando lo stanziamento complessivo a 1,5 miliardi di euro a favore delle imprese cosiddette “esodate” del piano.
Una decisione che modifica in modo sostanziale lo scenario per le aziende che stanno investendo in digitalizzazione, efficientamento energetico e sostenibilità, dopo settimane di incertezza normativa.
Dal taglio al ripristino: cosa è successo
Il percorso degli ultimi mesi è stato articolato. Il Decreto Legge 38/2026 (cosiddetto Decreto fiscale), pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 marzo 2026, aveva ridotto significativamente le risorse disponibili, suscitando forte preoccupazione nel mondo produttivo.
In particolare, il provvedimento aveva previsto:
- una riduzione dei fondi da 1,3 miliardi a 537 milioni di euro
- un abbassamento del credito d’imposta al 35%
- l’esclusione dal perimetro agevolabile degli investimenti in fonti di energia rinnovabile (FER) e in formazione
Una configurazione che avrebbe penalizzato in misura rilevante le oltre 7.000 imprese che avevano trasmesso le comunicazioni preventive tra il 7 e il 27 novembre 2025, dopo l’annuncio dell’esaurimento delle risorse inizialmente stanziate.
La svolta del tavolo MIMIT: 1,5 miliardi per Transizione 5.0
Il 1° aprile 2026, al tavolo di confronto convocato a Palazzo Piacentini, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il Ministro per gli Affari europei e il PNRR Tommaso Foti e il Viceministro dell’Economia Maurizio Leo hanno annunciato una correzione sostanziale dell’impianto introdotto dal Decreto fiscale:
- ripristino integrale degli 1,3 miliardi di euro previsti dalla Legge di Bilancio
- integrazione di ulteriori 200 milioni messi a disposizione dal MIMIT
- dotazione complessiva pari a 1,5 miliardi di euro
Il Viceministro Leo ha inoltre confermato l’imminente pubblicazione del decreto attuativo dell’iperammortamento, la cui operatività è attesa entro i primi di maggio 2026.
Crediti d’imposta: copertura fino al 100% per FER e formazione
Uno degli elementi di maggiore rilievo emersi dal tavolo riguarda la revisione delle percentuali di copertura. Le nuove coperture previste sono:
- 100% dei crediti d’imposta per gli investimenti in fonti di energia rinnovabile (FER) e in formazione — categorie che il Decreto fiscale del 27 marzo aveva integralmente escluso
- 90% dei crediti per gli investimenti in beni strumentali materiali e immateriali
Si tratta di un riallineamento significativo rispetto al 35% previsto dal testo originario del Decreto fiscale. È opportuno precisare che, secondo successivi interventi tecnici, la percentuale effettiva per i beni strumentali risulta pari al 89,77%: le imprese che avevano maturato l’aliquota del 45% percepiranno il 40,4%, mentre quelle con aliquota del 35% otterranno il 31,4%.
Un intervento in attesa di formalizzazione
Un aspetto che le imprese sono chiamate a monitorare riguarda la formalizzazione normativa dell’accordo. Le modifiche annunciate al tavolo MIMIT dovranno infatti trovare traduzione giuridica in sede di conversione in legge del DL 38/2026, attualmente all’esame del Senato.
Fino a quando il provvedimento non sarà approvato in via definitiva, le nuove coperture restano formalmente un impegno politico, seppure confermato da tutti i ministeri competenti.
Il quadro complessivo delle risorse
Considerando l’intero perimetro del piano Transizione 5.0, le risorse complessivamente destinate raggiungono i 4,25 miliardi di euro, derivanti da:
- 2,75 miliardi già stanziati in precedenza
- 1,3 miliardi previsti dalla Legge di Bilancio per gli esodati
- 200 milioni aggiuntivi messi a disposizione dal MIMIT
A fronte di un fabbisogno stimato di circa 4,40 miliardi per la copertura integrale della misura.
Iperammortamento 2026–2028: 9,7 miliardi di dotazione
A queste risorse si aggiungono gli stanziamenti previsti per il nuovo iperammortamento, che costituirà lo strumento di incentivazione prevalente per gli investimenti produttivi realizzati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028:
- 8,3 miliardi di euro stanziati dalla Legge di Bilancio 2026
- 1,4 miliardi aggiuntivi introdotti dal Decreto fiscale
- Dotazione complessiva: 9,7 miliardi di euro
Il Decreto fiscale ha inoltre eliminato il vincolo del “Made in EU” per i beni strumentali agevolabili, ampliando sensibilmente la platea degli investimenti ammissibili.
Quasi 14 miliardi di euro complessivi
Sommando le due misure, il pacchetto complessivo di risorse destinate agli investimenti produttivi delle imprese italiane raggiunge i 13,95 miliardi di euro:
- 4,25 miliardi per Transizione 5.0
- 9,7 miliardi per l’iperammortamento 2026–2028
Un impegno finanziario rilevante, che dovrebbe accompagnare il tessuto produttivo italiano nel percorso di trasformazione digitale ed energetica.
Le reazioni delle associazioni di categoria
Il mondo imprenditoriale ha accolto positivamente l’esito del tavolo. Confindustria, per voce del Presidente Emanuele Orsini, ha espresso apprezzamento per l’impegno del Governo e per il ripristino delle risorse, sottolineando come la stabilità delle regole sia un elemento fondamentale per mantenere il rapporto di fiducia tra Stato e imprese.
Soddisfazione è stata espressa anche da Confartigianato, Confesercenti, Confapi, Confcooperative, Legacoop, Confagricoltura, Coldiretti, Federdistribuzione e Confcommercio. In modo trasversale, le associazioni hanno ribadito tre esigenze prioritarie:
- stabilità del quadro normativo
- tempi certi per l’emanazione dei decreti attuativi
- procedure semplificate, in particolare a favore delle PMI
Fotovoltaico e autonomia energetica: un tassello strategico
Il reintegro degli investimenti in fonti di energia rinnovabile tra le categorie agevolabili rappresenta un elemento di particolare rilevanza. L’incentivo al fotovoltaico, assistito da una copertura al 100%, consente alle imprese di:
- rafforzare la propria autonomia energetica
- ridurre i costi operativi legati alla bolletta energetica
- accelerare il percorso di transizione ecologica
Un segnale di attenzione al sistema produttivo
Il ripristino e il potenziamento delle risorse per il piano Transizione 5.0 rappresentano un segnale significativo di attenzione nei confronti del sistema produttivo italiano. La disponibilità di nuove risorse e il ritorno a percentuali di agevolazione più elevate contribuiscono a ricostituire un quadro di maggiore stabilità e prevedibilità, elementi essenziali per la pianificazione degli investimenti aziendali.
Va tuttavia rilevato che la misura ha conosciuto, negli ultimi mesi, una serie di revisioni successive che hanno generato incertezza nel tessuto produttivo. Proprio per questo, alle misure annunciate dovranno seguire rapidamente tempi di attuazione chiari e procedure accessibili, così da permettere alle imprese di tradurre concretamente in investimenti le opportunità offerte dal nuovo impianto normativo.
In un contesto economico caratterizzato dalla duplice sfida della transizione energetica e della trasformazione digitale, strumenti come Transizione 5.0 e il nuovo iperammortamento assumono un ruolo centrale nel sostegno alla competitività delle imprese italiane.