Crisi d’impresa: perché ogni mese di ritardo riduce le possibilità di salvare l’azienda

Crisi d’impresa: perché ogni mese di ritardo riduce le possibilità di salvare l’azienda

Fonte
Fornasari, F. e Rodano, G. (2025), “Il tempo della crisi: quando e come le imprese avviano le procedure concorsuali”, Questioni di Economia e Finanza (Occasional Papers), n. 985, Banca d’Italia, Dicembre 2025

Il dato chiave: per ogni mese in più che un’impresa resta in difficoltà prima di avviare un concordato in continuità, la probabilità di sopravvivenza si riduce di quasi l’8%. Non all’anno. Al mese.

I numeri del ritardo

35%

delle imprese fallite era già in sofferenza bancaria da almeno 2 anni

6 anni

prima del fallimento inizia il calo dell’occupazione

75%

delle imprese in concordato è già segnalata in sofferenza

La prova statistica: tempestività uguale sopravvivenza

I numeri parlano chiaro:

Perché le imprese aspettano troppo

“Il concordato in continuità non è fallire. È ristrutturare i debiti, trovare un accordo con i creditori, e continuare a lavorare. L’azienda resta dell’imprenditore. I dipendenti restano al loro posto. I clienti continuano a essere serviti.”

Gli effetti delle riforme normative

I segnali da non ignorare

Gli strumenti disponibili

Cosa fare, concretamente

“Il coraggio, nella gestione delle crisi, non sta nel resistere a oltranza. Sta nel riconoscere tempestivamente quando è il momento di cambiare strada.”